venerdì 10 luglio 2009

Verniciatura a Spruzzo

Trovo molto interessante questo tutorial di cosa sia un verniciatore a spruzzo e un aerografo e come si usino perchè si potrebbero usare magari per tinteggiare i nostri mobili e conferirgli un aspetto uniforme e shabbato e anche altre cose per la casa come targhette in legno e tante altre cose, io devo provare assolutamente e procurarmene una per vedere i risultati che poi vi mostrerò sul blog, per ora ho dipinto i miei mobili col pennello e con il rullo che gli danno un diverso effetto ma devo provare anche questa.
Tutte le spiegazioni le ho trovate su questo sito molto interessante da leggere questa paginetta:
tutorial verniciatura a spruzzo

lunedì 27 aprile 2009

primavera e voglia di crocette


Salve ragazzi finalmente è arrivata la primavera anche tra una pioggia e l'altra qui in Toscana sono lo stesso sbocciati tanti fiori e cresciute tante piante in maniera velocissima, la natura si può dire proprio che si fa largo in maniera esplosiva in pochi giorni nel mio giardino di casetta mia sono nate e cresciute tante piante e sbocciati tanti fiori che non me ne sono resa quasi conto, devo dire anche che si è formata una specie di giungla nel mio giardino che con pazienza dovrò sfoltire prima che sia troppo tardi, ci vuole un secolo ora a togliere le miriade di erbacce e rami secchi della potatura degli alberelli da frutto e olivo che ho in giardino per non parlare dei rosi che si sono triplicati aiut!
comunque non mi lamento perchè adoro i fiori sono bellissimi, con questa natura mi è anche esplosa la voglia di crocettare di nuovo e di ricamare quindi mi sto preparando qualche schemetto e qualche kit e non vedo l'ora che ci sia la Festa del Ricamo di Casacenina per andare a fare una bella girata e vedere le miriade di ricami e incontrare tante ricamine e crocettiste appassionate in un bel paesaggio insomma una cosa molto molto appassionante!
alla prossima con qualche spero novità crocettosa che ho iniziato..
fatemi sapere cosa state facendo anche voi in questo periodo qualche vostro impeto di creatività a cosa state progettando!
a presto!

domenica 1 febbraio 2009

Stile Shabby Chic

Ciao oggi vi parlerò di questo stile "Shabby Chic" che letteralmente vuol dire trasandato-chic è stato creato dalla famosa designer americana Rachel Ashwell. Si tratta di un gusto che ama la patina del logoro e che investe in vari settori dalla moda vintage all'arredamento e ai gioielli.
Nell'arredamento è uno stile romantico che riflette la grazia e la semplicità di altri tempi, valorizzando, attraverso un lavoro di restauro o di decorazione vecchi mobili di normale produzione uniti a pezzi scovati nei mercatini soprattutto pizzi, damaschi sbiaditi, vecchie brocche traboccanti di fiori freschi, lino stropicciato.
Comfort, funzionalità e un'aurea di aggraziata e discreta eleganza contraddistinguono la casa in stile shabby chic, in cui trovano spazio poltrone soffici ed avvolgenti, vecchie sedie a dondolo, cuscini su sedie e divani, tavoli ampi e solidi, mensole e piattaie per avere tutto a portata di mano, pavimenti di facile manutenzione, tessuti naturali dai colori allegri e riposanti.
un'altra regola è quella dell'abbondanza di cose nell'arredamento: non solo mobili e mobiletti, ma mensole, quadri secchielli, vecchie zuppiere, cesti, oggetti utili o puramente decorativi.
A conferire una ulteriore nota di romanticismo all'insieme sono i fiori, profusi in ogni angolo della casa, freschi, secchi, disposti nei vasi e nelle zuppiere, o appesi al soffitto e alle pareti e riproposti anche nelle tappezzerie, nei tessuti d'arredo e come soggetti dei quadri, anchecon tinte vivaci per ravvivare le tenui tinte pastello delle pareti e degli arredi in vero stile Shabby chic.

La Tecnica Shabby Chic
Tra i metodi di invecchiamento, la tecnica utilizzata nello stile Shabby chic è attualmente una delle più richieste.
L'effetto che si vuole ricreare sui mobili, cornici, porte, finesstre, oggetti di vario tipo è quello della vernice scrostata per l'usura, che lascia intravedere gli strati sottostanti delle precedenti verniciature o del legno grezzo.
I coloro più usati in questo tipo di stile sono:
rosa polvere
menta
azzurri grigiastri
verdi
avorio
crema
grigi sbiaditi
spuma di mare
blu cielo
bianco candido
Per ottenere questo effetto è sufficiente stendere una prima mano uniforme di colore,
lasciarlo asciugare completamente e quindi poi strofinare con una candela di cera bianca gli spigoli dell'oggetto, gli angoli e le parti di maggior usura.
Si dovranno quindi eliminare i residui di cera con un panno morbido e stendere una mano uniforme di colore acrilico.
Una volta asciutto il colore sarà necessario strofinare con la carta di vetro o con una spugnetta abrasiva la superficie trattata con la cera, in maniera che da queste zone si stacchi il colore acrilico.

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale

Tanti Auguri di Natale a tutti!!

giovedì 23 ottobre 2008

Fiera Di Vicenza arrivooooo!!

Sabato mattina partirò da Firenze finalmente per la prima volta per andare ad Abilmente una fiera fantastica di Hobbistica, che mi dicono tutte quelle ci sono state sia veramente da non perdere!!
e finalmente quest'anno riesco ad andarci che bello sembra un sogno!
inoltre ragazze blogghiste appassionate come me di questo mondo creativo non vedo l'ora di incontrarvi tutte la! so che sarete tantissime a parteciparvi e a farvi visita quindi sabato farei volentieri due chiacchiere insieme a voi!
a sabato........che emozione!!

sabato 11 ottobre 2008

Conteggio Hallow

Ebbene mancano solo 19 giorni ad Halloween!
Mi sto preparando per una festicciola in tema tra amici ma molto semplice e anche l'album di foto fatto a Scrap in tema,
presto spero di mettere tutto on line, e voi amiche lo festeggiate in qualche modo Halloween?

martedì 23 settembre 2008

Origini Halloween


Tra poco più di un mese è Halloween, io adoro questa festa anche se non è di origine italiana anzi dato che ci siamo rinfreschiamoci la memoria con che cosa sia di preciso e da quali leggende derivi!
La storia
  Halloween non ha proprio proprio origini americane, ma più europee. La tradizione di festeggiare la vigilia di Ognissanti – in inglese All Hallows' Eve Day(dove "eve" sta per "vigilia

"), ma anche All Hallows' Even (che costituisce il concetto di "vigilia" con quello di "sera"); è facile immaginare come quest'ultima definizione si sia contratta in Hallows' Even, e da lì ad Hall

oween il passo è stato breve. – ha infatti origini britanniche, più preci

samente celtiche. Per quelle popolazioni, il cui sostentamento principale era l’agricoltura, l’anno nuovo iniziava il 1° novembre e nella notte del 31 Ottobre si festeggiava Samhai

n, la fine dell'estate, in cui i mortali ringraziavano gli spiriti per i raccolti estivi. Era infatti credenza comune, che nella notte di fine estate, le barriere tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti si assottigliassero tanto da permettere a questi di tornare sulla terra.

La festa
Da qui, discese l’uso di lasciare davanti alle porte delle abitaz

ioni dei dolcetti – così da ingraziarsi le anime dei defunti – o di appendere lanterne ricavate nelle zucche, le famose jack-o-lantern, per guidarne il cammino. L’usanza del trick-or-treat, cioè del "dolcetto o scherzetto", che muove di casa in casa migliaia di bambini americani vogliosi di

 dolci, deriva appunto da questa credenza: i bambini si travest

ono così da impersonare degli spiriti (anche se oggi abbondano

 maschere carnevalesche che poco hanno a che fare con la tradizione), fanno visita alle famiglie guidati dalle lanterne zucca e ottengono dolci in cambio della loro "benevole

nza". Altra usanza è quella di apparecchiare la tavola per la cena

 di Halloween aggiungendo un posto in più, per rendere omaggio ai defunti.

Se anche voi siete caduti preda dello spirito di Halloween, lasciatevi andare e cogliete l'opportunità di trascorrere una notte magica in una delle molte feste che ormai d

a qualche anno vengono organizzate nelle nostre città.

Jack O'Lantern

Tutti conoscono la zucca intagliata che rappresenta l’icona fondamentale della festa di Halloween. Pochi, però, sanno a cosa si riferisce esattamente. Per trovare una spiegazione

, bisogna risalire a una vecchia leggenda della tradizione irlan

dese, quella che parla di quell’anima prava di nome Jack
Costui, una vecchia canaglia ubriacona e taccagna, che lavorava come fabbro, si trovava a deambulare faticosamente verso casa nella notte di "Ognissanti" (All Hallo

ws Eve), pieno di birra scura fin sopra gli occhi. Evidentement

e, il suo fegato aveva deciso di mollare, e un attacco di cirrosi epatica sarebbe stata la sua condanna, quella notte stessa. La fortuna volle che il Diavolo, forse sbagliando i tempi, decidesse di reclamare la sua anima prima che il senno dell’irlandese svanisse del tutto. Jack, vista la mal parata, decise di giocarsi il tutto per tutto. Impietosì il Diavolo, convincendolo a esaudire un ultimo desiderio. Il Diavolo, a

ccettò. 
Jack chiese, come ultimo desiderio, di farsi un’ulteriore 

bevuta.

"Purtroppo", disse al Signore dal piede Fesso, "non mi ritrovo nel portafoglio neppure il becco di un penny. Pertanto, signor Diavolo, potrebbe trasformarsi in una monet

a da sei penny, onde consentirmi quest’ultima bevuta?".

Il Diavolo, che evidentemente quel giorno era di buzzo buono, decise di agevolare l’ubriacone, ma, trasformatosi in una moneta da sei penny, si trovo ingabbiato, dal furbo J

ack, nel suo portamonete, in compagnia… d’un crocefisso d’arge

nto. Immaginatevi la stizza e la rabbia del povero Diavolo: co

me ci si fa a fidare degli uomini? Non potendo ritrasforma

rsi per l’effetto deleterio del simbolo cristiano, il Diavolo accettò la proposta di Jack: posporre di un anno la presa della sua anima.Il Diavolo, scornato, se ne tornò da dov’era venuto, e Jack decise che in quell’anno avrebbe fatto di tutto per migliorare il proprio comportamento. Ma, ahimè, di buoni propos

iti è lastricata la strada dell’inferno, e il fabbro ricominciò con la vita dissoluta: l’anno successivo, la notte di Ognissanti, pertanto, si ritrovò alle prese con il Diavolo.
Ora, io uso la maiuscola per rispetto,  ma quell’essere infe

rnale non doveva occupare un posto molto alto nella gerarchia infuocata: infatti, invece di prendere per un orecchio l’anima di Jack e scaraventarla nella Geenaa, acconse

ntì a esaudire, prima, un suo nuovo desiderio.

"Senta, signor Diavolo, non potrebbe aiutarmi a prendere qu

ella mela lassù, all’estremità di quel ramo? Le sarei grato per t

utta la vita…", gli disse il reprobo. Il Diavolo, non vedendoci possibilità d’imbroglio, annuì, e si mise sulle spalle di Jack, al fine di afferrare il pomo.

Una volta, il suo superiore aveva imbrogliato l’uomo, con quel frutto, ma questo povero Diavolo, che non conosceva la legge del contrappasso, ignorò la valenza simbolica del gesto. Mentre afferrava il frutto, Jack, sotto di lui, incise velocemente sul tronco dell’albero una

 croce, così che il Diavolo non riuscì a scendere, rimane

ndo appeso al ramo come un allocco. Nel tentativo di impietosire Jack, il Diavolo gli promise di lasciarlo in pace per dieci anni.

Jack rilanciò. "Se la faccio scendere, signor Diavolo, lei mi deve promettere che non pretenderà mai più la mia anima". Non potendo fare altrimenti, il Diavolo accettò. Il fegato di Jack, però, non tenne conto di questi accordi, e un anno dopo decise di averne abbastanza, e Jack… morì.Ora, di andare in Paradiso proprio non se ne parlava, pertanto Jack si presentò alle porte dell’Inferno. Il Diavolo, a cui bruciavano ancore le umiliazioni inflitte dall’ubria

cone, gli sbarrò la strada. "Una promessa è una promessa", disse f

iammeggiando, "pertanto, caro il mio Jack, vattene da qui: io non ti voglio." 
Jack si guardò indietro, e vide solo buio, sulla via che avre

bbe dovuto ricondurlo a casa.

"Non mi può aiutare a trovare la strada, signor Diavolo?"

Il principe delle Tenebre, che era veramente un Signore, prese un tizzone infuocato dalla fornace eterna e glielo lanciò. Jack, che aveva con se una grossa rap

a (non chiedetemi il perché, grazie…), la intagliò e ci mise dentro il pezzo di carbone incandescente, per illuminarsi la strada.

Da allora, nella notte di Halloween, se aguzzate bene la vista, vedrete una fiammella che vaga nell’oscurità alla ricerca della strada per casa.Quello è Jack O'Lantern, Jack della Lanterna.

E la zucca, direte voi?
La zucca deriva dal fatto che gli immigrati irlandesi, fuggiti dalle loro terre per la carestia della metà del diciannovesimo secolo, una volta arrivati in territorio americano, non trovarono rape grosse abbastanza da poter essere intagliate. Trovarono però una notevole quantità di zucche, che sembrarono un degno sostituto della rapa. Venne utilizzata perché si pensava che potesse tenere lontane dalle case, nella notte di Ognissanti, gli spiriti dei defunti che, al pari di Jack, tentavano di ritornare alla propria casa. Pertanto, se la notte tra il 31 ottobre e il 1 Novembre vi venisse voglia di un bel risotto di zucca, non buttate via la scorza del vegetale, ma intagliatela e metteteci una candela… farete un figurone!